Donne come addobbi di natale


Non chiudere gli occhi,
anche se fa male,
per te non è nulla

non chiudere gli orecchi,
anche se lontane
le urla nel silenzio
vibrano come trapano
fin nelle viscere

non chiudere la finestra,
respira a pieni polmoni
il vento fetente
che appende le donne agli alberi come
addobbi di natale per mostri
che non stanno nei fumetti e
su nessuno straccio di terra
o pietraia
o letamaio
dovrebbero posare il piede

sciogli il dolore
nel brodo da cui veniamo
per riemergere umano
braccia larghe,
occhi spalancati
e cuore oltre la staccionata dell’incredibile

non lo dico a te,
ma al mio pensiero sviato
da una supposta civiltà.

Rossana Bacchella (13-06-2014)

Delle ferite


Dalle ferite del dolore scorre
il liquido denso della paura e
a volte, sai da dove viene.

Altre, ignara scorre
in visioni stroboscopiche
di uomini bianchi
grigie strade
sfondi evanescenti.
Non è passato
o futuro
o presente
è un luogo non luogo
un uomo non uomo
una feritoia nella non realtà.

Subito la nascondi
nel cassetto, coi sogni
di bimba e del tempo perduto.

Rossana Bacchella

Amore malsano

Ti amo Milano,
di un amore malsano.

Informe ragazza di periferia
col cinema in prima visione
e mille luci ingombranti, ho saziato
la vuota bisaccia della fantasia.

In terrazze strapiene di gente
ho bevuto d’un fiato
intelligenti parole servite
in coppe colme di niente.

Solo per te,
Milano la seducente.

Coi miei tacchi a spillo
mi son vendicata violando
di un centro svuotato dalla paura
l’asfalto disciolto dal torrido inganno.

Solo per te,
odiata Milano tremante.

Nel vuoto di senso
di ogni pace stonata
stanotte mi coglie alle spalle
portato da brezza leggera
intenso il profumo di tiglio.

Son sola con te qui nel viale,
stordita
tu zitta, in attesa.

Lo so, mi hai fregata…
e ancora facciamo l’amore
ma giuro…
che è l’ultima volta.

Rossana Bacchella