Sarajevo vent’anni dopo – Le nuove rose di Sarajevo


Le nuove rose di Sarajevo

Sarajevo brucia
brucia il palazzo del potere
e bruciano cicatrici
vive, vent’anni dopo,
per gli echi della guerra.

Ma non vanno gattoni,
i figli della guerra,
a cercar riparo dietro
un muro,
un container,
un tram,
non strisciano
nascosti da sacchi di sabbia.

Stanno in piedi, dritti,
persone normali,
non bosniaci, serbi o croati
solo uomini e donne
un unico abbraccio nella stessa rabbia.

In mezzo a loro, mia figlia.

Incontrerà, nella piazza,
il figlio dell’uomo,
che al tempo del Tunnel (nero)
mi ha violato?

Col fratello di sangue
urlerà le stesse parole?
Lo guarderà? Gli sorriderà?

Io li vedo, nello stesso sguardo alto
su minareti, campanili e cupole che
si guardano, si studiano, si scrutano
ma non si odiano.

Rossana Bacchella

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