Primavera: un punto di vista.

alberi-antichi-in fiore

Nella squallida casa dai mille inquilini-prigionieri
mendicata dal fondo di un abisso senza tana
tutto è difficile e sono indispettita.

Al particolare stridore del traffico di periferia e
a strepitanti bambine rosa e viola
fan da megafono le prime finestre spalancate.

Son tutti indaffarati a godersi
il tepore anzitempo di questa primavera
che non arrivava mai a lenire le ossa doloranti.

Spiavo dai vetri sozzi da pianterreno
-vi laverò col sole, intanto promettevo-
il cortile benedetto da alberi scaltri
che già sapevano
mentre io, timida, ancora indugiavo.

Ho aspettato e ancor più temuto
il lavorio incalzante scandito da segreti rituali

la frenesia acquattata nel sangue
di nuovo spalanca le porte

la pelle dormiente sotto coltri di gelo
cede alle lusinghe del sole

il corpo supino vibra
col lieve trambusto della terra

ancora una volta
smentita la quieta abitudine del vivere
violenta il lievito della speranza nel cerchio senza fine.

Rossana Bacchella

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