Certo che lo puoi fare (5)

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5. La storia di Irene (di Rossana Bacchella)

Sì, Andrea se n’era andato per stare con una tutta fronzoli, che non lo criticava e non si lamentava mai. Forse… però… magari… con quella là il sesso non funzionava bene come con lei. Ricacciava subito il pensiero da dove era venuto. Stupida e ingenua era stata a berla quando le diceva che non era tanto importante avere il fisico da modella. Una volta le aveva confessato: “Irene, quando vai di fantasia mi fai proprio sballare!” la guardava dal basso,  metà viso affondato nel suo pube fulvo. “E… sai che faccio? Ora ti prendo un specchio così vedi come sei quando non fai la dura.”  Era venuta forse dopo la parte più difficile: fingere che non le mancasse tutto questo. Fu allora che, per la prima volta, le saettò per la testa l’idea.

Una frazione di secondo dopo, quell’idea,  già lasciava il posto a una domanda: “Ma quand’è che hai pianto per l’ultima volta, eh, Irene?” Non le riusciva di ricordarlo. Ormai da tempo il suo motto era: “Farsi compatire, mai e poi mai!”  E ora non ricordava neppure l’ultima volta che aveva pianto… “Al diavolo anche il centro di cartomanzia e intrattenimento!” disse tra i singhiozzi. “Stasera non si lavora!” Piangeva, rideva e piangeva ripensando alle parole della pubblicità: “Chiama per dare una svolta alla tua vita e tornare ad essere quello che eri un tempo, consulta i Tarocchi, sono il mezzo per ritrovare la fiducia in voi stessi e tornare ad essere padroni della vostra vita.

(la storia di Irene continua… )

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