Certo che lo puoi fare (6)

6. La storia di Irene  (Rossana Bacchella)

botero adame ed eva

Il mattino dopo, il sabato, le arrivò il telegramma. Non lo aprì nemmeno, tanto sapeva cosa c’era scritto. Lo appallottolò  e lo butto nel cestino della carta. Gliela faccio vedere io, la zavorra!  Disse con disprezzo.
D’istinto sollevò il ricevitore del telefono e disegnò a memoria sulla tastiera il numero del centro di cartomanzia.
“Sono Irene,” disse con voce ferma. “mi passi il capo, per favore?”
“Guido è per te.” urlò la centralinista.
Dopo alcuni secondi di una musichetta stucchevole, Irene sentì la voce maschile  e formulò concisa la sua richiesta.
“Certo che lo puoi fare!” Rispose convinto Guido.
Il suo tono si fece serio e lei non poté non pensare a quanto fosse surreale.
“Ho sempre creduto che potevi avere successo con la linea erotica . Ricordi,  te l’avevo già proposto?”
Con una vocina tutta tremolante lei gli rispose:”No, ah forse sì, non so… non me lo ricordavo.”
“Va be’, comunque tu non ti devi preoccupare. Ti daremo una serie di frasi già belle che fatte e poi… è solo questione di fantasia. All’inizio devi capire la psicologia del cliente… quello che ha in testa… che gli piace insomma. Capisci?”
Irene annuì, gli occhi sbarrati. Per fortuna lui non poteva vederla!
“Lo so che adesso ti sembra difficile, ma con quella voce da ragazzina angelica, farai una marea di clienti. Irene… anzi Angelica. Ecco come ti chiamerai! Mi hai sentito?”
Irene diede un leggero colpo di tosse. “Certo che ho sentito.” Tentò un tono professionale. Ma non sapeva quale fosse adatto alla situazione.
“…e va tutto bene?” domandò Guido.
“Sì,sì, tutto… a posto.”
“Benissimo, allora ti invio il contratto da firmare via mail. L’attrezzatura è la stessa che stai usando per cartomanzia e telefono amico. Ti manca solo il codice d’accesso per la linea erotica.” L’uomo sospirò sul microfono. “Sarà un successone, vedrai…” Fece una pausa, forse si aspettava che Irene dicesse qualcosa. “Allora, buon lavoro… Angelica!”
“ Gra… grazie! .” Fu tutto quello che lei riuscì a mormorare.

Quando Irene sentì il click del ricevitore respirò a pieni polmoni. Forse Angelica avrebbe fatto di meglio, pensò.

(continua… )

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