A tutte le periferie del mondo

La periferia è una forte fonte di riflessione. È un luogo di frontiera non solo fisico; è contraddizione, urlo, rinuncia, emarginazione e… a volte, odio più che solidarietà. Ma la periferie è soprattutto persone stra-ordinarie. Fabbriche di desideri, positivi e negativi, o gente che non ha -QUASI- più nulla da perdere. Persone che della loro vita possono decidere in modi diversi: mollare per passare alle panchine o ai vagoni dei treni; guardare il mondo attraverso la lente dell’odio e del rancore;  vedere nemici ovunque; scontrarsi con chi sta peggio di loro… oppure fare della solidarietà e della condivisione, una rete di salvataggio.

E allora mi  permetto di aggiustare, completare, ampliare la definizione di Renzo Piano:

la periferia è un fabbrica di desideri e sconfitte

Sta a noi che ci viviamo e non solo a noi, ma anche alle istituzioni di ogni grado prendersene carico.

Per quanto ci riguarda la rete c’è e viene tessuta con pazienza, ognuno per le proprie capacità. A me piace pensare che la sua trama, oltre che con l’impegno sociale, s’intrecci con la cultura e la poesia.

Nei miei scritti ci sono quindi tematiche sociali, ma anche introspezione, perché indagare tra le luci e le ombre di se stessi, credo aiuti a essere migliori.

In prosa o poesia è della periferia che parlerò e… delle periferie di città, nazioni, mondo… delle periferie e dei confini; anche quelli che abbiamo dentro di noi.

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