Dalla panchina della disoccupata: ottimismo dal passato

tramonto_specchiettoretrovisore

Ho visto un tramonto incredibile
dalla mia SIMCA d’impiegata:
era un tramonto sulla savana
su un bosco di betulle
su un’autostrada americana.

Esploso senza luogo né tempo
è entrato in uno come malinconia
come gioia in un altro,
in noi come saggia follia.

Era lì
unico e universale
brama d’incompiuto
vittoria sull’impossibile
tutta la poesia che hai dentro

la rivoluzione in un solo momento.

Rossana Bacchella

Tristezza

donna triste

All’improvviso avvinghia come
morbida ragnatela,
un fluido magnetico
cava energie e
languidamente innamora.

Un solo palpito di ciglia
scioglierebbe le briglie
a mille gocce di pianto, ma
impalpabile rete di
indefinibili sensazioni
si fa nemica potente e irreale.

Sapessi maneggiarla
concretizzarla
sfiorarla con le mani della mente
l’avrei in pugno
potrei dominarla
schedarla
archiviarla.

Intrecciata con le mie stesse cellule
plagia
rapisce
accompagna in cantoni cupi
nell’estremo raggio di ghiaccio
dove scalpita l’urlo infrattato nel dolore.

1979

Sola, come fosse normale


Sola,
come fosse normale,
setaccio oniriche realtà
nel profumo avvolgente di
lenzuola fresche di bucato.
Appeso per il collo
il rosso costume da pagliaccio,
abbraccerò un’altra notte trafitta di spade.

Succhio coraggio alla quiete
di vecchi oggetti – postumi d’identità-
spesse pareti cementate d’abitudine
sospendono il dubbio nel sangue che
deve scorrere del tutto normale.

Ma quando tu, occasionale
compagno di solitudine, accendi
solo un attimo, l’illusione,
esplode la stanza,
tutto sconvolge, mischia, sgretola…
non un appiglio,
una sola cosa normale.

1979

Puerto Escondido

PuertoEscondido

Solo cani randagi mi accompagnano
curiosa dell’alba sorta
sull’incalzante fragore di onde mai viste prima.

Incessanti e grandiose
senza tregua rimestano
l’anima travolta da liquidi fantasmi di sabbia.

Dal fondo oscuro trasale
l’io inebriato da fragranze salmastre
e di nuovo lo inventa il fremito della pelle nel vento.

Il mo minuscolo corpo
avvolto dall’immensità accoglie
sgomento la libertà che così piccolo e grande lo crea.

1981

Oviedo

Oviedo

Verande di merletti trasparenti
spinte in cerca della luce,
riccioli di barocco rinchiusi nella spirale della provincia,
proteggono usci socchiusi di bar
dove invento immagini di mostri di vapori.

Volti grigi di pioggia,
incomprensibili concerti di suoni,
alzano nuove frontiere tra già assurdi confini.

Gli umidi e curiosi serpenti di pietra antica risuonano
del mio passo insicuro in cerca del calore dell’anonimato.

1981

Playa Nora

playa-de-la-noragijonasturias-espana_92045

L’aria,
carica di trasparenze rubate alla primavera
bacia, sfiorando leggera
il risveglio di insoliti fantasmi e gnomi
vampiri neri, volando solo un attimo
svaniscono trafitti da raggi di sole.

Nel rumore del silenzio
crepitano di paura le foglie di eucalipto
agitano nelle vene la calda ansia che
sottraendoli al grigio della noia
ridipinge a colori magici paesaggi .

La bianca spuma marina
rompe, frantuma
rinasce in affreschi di tempeste dell’animo
chiama alle sue sicure viscere
dove spengono i fragori di tumulti senza nome.

Improvviso tutto riprende il suo posto
negli occhi della grande vacca
che nutre il suo nero corpo
nel sorriso di carne che
sempre più vicino
mi sta regalando il tuo sguardo limpido.

1981