Estoy viva


L’uomo è stanco e la donna
su di sé, prende le sue fatiche,
paga i conti che può e lascia,
a momenti migliori, quelli del cuore.
Ancora in piedi, con le gambe piegate,
carica sulle spalle figli da condurre in salvo
senza guardare indietro,
per non tramutarsi in sale.

Sotto la pelle, fertile come erba grama,
un grigio vischioso sfratta il ricordo di sé
sia questo l’amato profumo sul collo,
un fiore sgargiante sul mobile buono,
l’alito di primavera che torna ogni anno
a spingere turgido in vene di altri,
o la pur stupida voglia di odor di bucato
nel letto a due, ormai sfatto.

E se in pancia scoppia impertinente
l’ira impotente dei giorni incompresi,
e prova la nera fossa dalle pareti sguscianti
ecco spuntare dal Guatemala la giovane
donna ferita e stuprata  “Estoy Viva”
Valeria B., mentre sorride, le dice.

Allora la donna rivede il confine,
sempre più in basso ritrova il lamento.
Sempre più in fondo.
Inutile trovar la misura:
“Estoy Viva!”

Rossana Bacchella