Supplica a mia madre


È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

Ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

(Pier Paolo Pasolini)

Lo dirà una poesia


Mia madre era morbida
e bella
con un neo sulle labbra
per baciare.

Mia madre era nervi
come canne suonate dal vento
con due mani secche
per punire.

Al primo vagito
mi immerse nel suo latte
e miele
e mi mise un suo vestito.

A vent’anni fuggii da lei
per la mia guerra,
-difesa dal suo scudo-
e non sapevo il mio tallone
essere il cuore.
Lo tenne tutto per sé.

Mia madre ora è terra e vermi
ma mi riconsegnò il cuore
al primo vagito
uscito dal mio ventre.

Io preparai il bagno di latte
e miele
e il vestito…

Che ne sarà di quel cuore?
Lo dirà una poesia
quando sarò terra e vermi.

Rossana Bacchella

(Il latte e miele: il latte è il simbolo del primo aspetto dell’amore, quello per le cure e l’affermazione; il miele simboleggia la dolcezza della vita, l’amore per essa, e la felicità di sentirsi vivi.)