La cava

Cava 4

Sembra impossibile che a soli 3 km. da Milano ci sia questo.

LA CAVA

Accoglienza di piccole foglie
che sfrigolano come soffritto
nell’olio del vento
e sfumano e tacciono e scortano
in alto il mio scarso obiettivo
sul volo d’airone che s’alza maestoso.

Chino, il ramo di Robinia
protegge un frammento d’acqua
-innaturale vetro torbido e amico-
e consegna al fotografo,
al pittore,
all’uomo che guarda e che vede
un colore di fresco inventato
prima che il sole
-compiendo il suo giro coatto-
l’abbia tramutato.

Libellule rosse
piccoli elicotteri di pace
volano bassi in linee spezzate,
s’accompagnano in tandem a forma di cuore,
s’allontanano, si ritrovano in due,
vecchio o nuovo compagno?
Che fa? Si tengon per mano.

Due carpe presidiano i miei piedi
invasori nell’acqua,
avanti e indietro si danno il saluto
al mio centro, ma
prima, là in mezzo
giocavan coi cerchi
a chi li farebbe più grandi
e più duraturi,
un tempo misurato in secondi.

Straniera in tanta bellezza
di cava che lambisce Milano,
osservo, ascolto, tocco, odoro,
ma queste non sono che briciole
di un infimo mondo e
come carta assorbente nel mare
io, grata, mi tolgo la sete.

Consola la terra
che l’uomo ha svuotato
con macchine e strazio e rumore
e l’uomo ridona a chi
rinnovando il suo seme
nel lungo,
e tuttavia finito tempo,
resta.

(Il Boscaccio – Bonirola)

Rossana Bacchella