Ferite e feritoie

Jpeg

Ieri, il Meltemi 
ha pettinato lisci i miei capelli 
spazzava dal nord ignare ferite 
il cielo era di marre azzurro
bianca panna paffuta di nuvola
riempiva il mio cono di felicità 
alzato verso il nitido.

Sdraiata, la testa sotto
l’albero della cuccagna, 
lo sguardo mi ha portata dritto
in alto a raccogliere doni.

Galleggiavo a morto
sul prato fattosi mare
l’odore d’erba diventava salsedine
il treno lontano un canto di sirena
e le case popolari
alle mie spalle
il tempio di Apollo dove
ringraziare delle ferite
che si fanno feritoie sul mondo.

Rossana Bacchella (15-04-2014)