Lezione di buon senso


Che conforto sarebbe
un dio da pregare!
Non importa quale,
basta sia quello che
a sua immagine e somiglianza ci ha creato
e non la nostra imperfetta proiezione.
Non importa il suo nome,
basta un dio da pregare
come un potente magnanimo
per eccesso di potenza
raggiunta con metodi onesti.

Che sia questo, Dio?
Un un potente che
non chiede mazzette
e non
un padre-padrone o padrino
che prima punisce,
poi tende la mano,
ma ancora stai lì rannicchiato e
non sai se la mano alzata
sarà carezza o schiaffo.

Un potente può tutto su di te.

Questa la lezione
di buon senso
di un dio proiettato
o introiettato che sia?
La stessa lezione di Giove
a Ulisse e Prometeo:
tu sei l’acaro
che a volte si crede dio.

Prendo la lezione,
ma ancora non imparo a pregare i potenti.

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Sopra tutti i potenti


Chiedo a te,
cristiano o
buddista o
mussulmano o
ebreo,
si può imparare la fede
in un qualsiasi dio?

Colui che cura il cancro,
ti smagrisce in dieci giorni,
ti scolpisce un corpo da Apollo,
ti fa arrivare a fine mese e
vincere un terno al lotto.
Quello che inventa occhi grandi
per guardare il dolore,
ti salva dalla pazzia e
dai (pre)potenti e,
al posto tuo,
protegge i fiumi,
gli alberi del pianeta e
gli animali in estinzione…

Dico a te,
che credi in una preghiera a un
potente
sopra tutti i potenti,
insegnami quella preghiera
che non ho mai detto e
renda dolce il mio sorriso e
faccia battere il sasso che ho nel petto,
e non bruci le ali di Icaro.